da “Viola e il treno” di Andrea Satta

C’è sempre una donna che aspetta Ulisse. Ulisse viaggia sul treno. Un treno che ferma e non apre le porte. Attende si alzino del casello le sbarre, attende il verde. La vede, la saluta e riparte. “Torno”- urla lui dal finestrino. “Se vuoi!” - strilla lei con gli occhi e le labbra contorte, con voce muta assordante. Il treno scompare, resta un binario che fugge. Ulisse ha preso strade di campagna a trenta allora, Ulisse viaggia su tradotte sgangherate verso la frontiera. Un’altra donna l’aspetta, un’amante in un capanno al mare, una mamma che non abbandona mai la sua casa al meridione. L’aspetta la bambina che s’è fatta grande sulla ferrovia. Casellante era la nonna, era la mamma e lei pure sa aspettare. Il treno. Passeggia fra l’erba che cresce fra i binari, come i suoi fianchi di adolescente, come i seni.

da “Un tempo sfrangiato” di Eugenio Manca

Un tempo sfrangiato?
Un luogo assolato e incerto?
Un ciuffo di ricordi che germoglia da una nuvola bambagina?
L’infanzia di Viola bambina è un tempo allegro, caldo, pieno di vapori; scorre dentro l’orto, all’ombra del vecchio noce, accanto alla cupoletta del pozzo, davanti alla cancellata cigolante, che la nonna e la mamma vanno a serrare, quando è ora; corre lungo i binari, imbullonato sulla massicciata ma proteso verso l’infinito. E’ il teatro dei giochi, delle fantasie, dei sogni rotondi e argentini, come tonda e argentina è la moneta che la piccola posa sulla rotaia, quando arriva il treno. Resteranno intatti quei sogni, o la ruota del tempo-treno li deformerà, li farà irriconoscibili?

da Atto Terzo (100 uomini al giorno) di Antonello Ricci

Dall’incantata solitudine del suo casello ferroviario sperso nelle campagne viterbesi, quel Passaggio 19 dove ha vissuto la sua infanzia e dove vive, Viola si finge anche lei una signorina “p.”. Scrive fuori tempo massimo alla senatrice Lina. Da fata Violina a Maga Merlin. Un’improbabile autobiografia cantata, affollata da capitreno e vecchie contadine. Sogni e speranze consegnati a monetine da dieci lire messe a spiaccicare sui binari. Voglia di futuro. Voglia di amare.

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