L’eredità
Un giorno Fabrizio mi regalò due libri suoi: uno era il primo viaggio intorno al mondo di Magellano raccontato da Antonio Pigafetta, l’altro Serafino Ponte Grande di Oswald de Andrade – suo “lontano parente”.
In fondo a Serafino Ponte Grande c’erano i suoi appunti scritti in blu, l’inizio dei famosi versi della “domenica delle salme”(Le nuvole,1990), radioattivi, captati sul testo di de Andrade e trasformati in canzone-bomba.
Intermezzo – da Serafino Ponte Grande, 1933
Orbene, la fornicazione è dilettevole…
San Tommaso d’Aquino – De Malo -
Dianora a tutto cervello
ossia
La strana dama del Copacabana Palace
ossia
L’ex tettona dell’Hotel Fraccaroli
ossia
L’amore più bello di Cascanova
- Come sono sottili le tue calze!
- Maglia 2360
- Durano?
- Tre, quattro ore
Là fuori mugghia il mare.
- No. Belle sono le mie mutande. Guarda questo triangolino qui…Ma tu… perchè mi guardi e non favelli?
- Emozionato per averti conquistata…
- Non è una conquista…
- No? e cos’è?…
- Una revanche…
- De che?
- Della vita.
Il telefono dilania il silenzio.
-Si? Chi è? Il tintore? Lo mandi su! Un Momento! No, lasci perdere. Lo riceverò domani alle tre e mezza…
Là fuori il mare. Il mare senza pari: Serafino si desta. Lei lo avvolge, lo allaccia. E’ una manina che ha viso, capelli da neonato à la garçonne.
- Ti farò apezzi, piicoli piicoli…
- Birbona!
Bocche che si baciano come nelle migliori fotonovelle del pianeta Marte, che si leccano come nei migliori canili.
- No! Io sono stato bluffato! Io che esco da una tragica storia d’amore! E pensare che mi credevo cinico per il resto della vita!
E’ un pigiama di gemiti, giochi, sfagli. Lei l’osserva in prima fila.
- sentire il cuore impegnato in questa immensa avventura di tre giorni! Mi chiedi se ti voglio un po’ di bene. T’amo! Perchè sei la risposta al vasto dialogo telefonico della vita. Mi dici di abbellire i dì che passano. Con un’altra avrei riso a quattro palmenti! ma la tua semplicità…la tua naturalezza…
- Barbaro!
- No! Oh, perchè ti prendo nell’atmosfera che tu stessa creasti. Perchè ti riduco alla misura dell’eterna bambina, curiosa, sentimentale che è in ogni donna!
Là fuori il mare. Splancare. Lei chinò il capo. Perse la sintassi del cuore e le mutande.
- Mai avrei creduto che fossi tanto forte!
Serafino si affaccia alla finestra e qual Narciso vede, nel riflesso dell’acqua, il forte Copacabana.
Quel regalo lo considero come un’opportunità tra le più belle mai capitate: un metodo in concreto fatto di intuizioni rapide, di elaborazione inedita su tutto ciò che prendi in mano, poesia letteratura pittura cronaca forme musicali. Strumenti da artigiano-ponte…
L’intelligenza fatta di curiosità sfrenata in lui si toccava veramente.

