La Città dei Papi

Sollevate o principi le vostre porte
ed entrerà il buon Dio Signore del mondo...

Il singhiozzo del fosso
a un ponte a un ballatoio
il singhiozzo allo scolo
Ur ur ur

Macchine del gas
carrozzelle ingiallite
ammantate a catasto
Urcionio

L’angiporto sussurra
un canto di povertà
senza uscita
a forra sfaldato
graveolente grasso massi
prepara alla festa la città
la patria celeste degli dei
la dimora ad archi di fiori e verdura!

Coriolano a destra
Pegaso a sinistra
funerale squassa tasche
timpano e campana
Pegaso a sinistra
Coriolano a destra
Corpus Domini coriandoli
erba fresca sulla strada
Angeli sui fuochi
entrino le nuvole
topici sovrani
sopra tipici cani
in luna il cielo in prima
in oro gli intermedi
volute sbaffi arazzi
il tonno! avanti il tonno!

Trinca e passa a Svolta per l’ultima cena
a S.Egidio è in atto la resurrezione
cantico a commendazione
di un selvaggio e cinque re
prende forma l’Assunzione
in cuoio di Cordova e picché
lauro orniello bosso e rapa
la dimora ad archi di fiori e verdura!

cade dall’Urcionio la città
il corteo bagnato morde e trilla
la dimora di verdura è una peschiera!
cade nell’Urcionio la città
la fanfara a mollo-nolla-molla
la dimora di verdura è una peschiera!

Coriolano a destra
Pegaso a sinistra
funerale squassa tasche
timpano e campana
Pegaso a sinistra
Coriolano a destra
Corpus Domini coriandoli
erba fresca sulla strada
Angeli sui fuochi
entrino le nuvole
topici sovrani
sopra tipici cani
in luna il cielo in prima
in oro gli intermedi
volute sbaffi arazzi
il tonno! avanti il tonno!

Sollevate o principi le vostre porte
ed entrerà il buon Dio Signore del mondo

Viola Buzzi - voce
Fiore "Pegaso" Benigni - organetto

Luciano "Coriolano" Orologi - clarinetto

Daniele Mencarelli - contrabbasso

Gabriele Miracle - tamburo a cornice, tamburello, nacchere

Maria Vittoria Bosco - putipù

Nadia Pagliara - cori

 

17 giugno 1462
Corpus Domini.

Pio II trasforma la Città in uno smisurato teatro itinerante: 

Viterbo "patria degli dei"
la parodia si snoda lungo il corso di Urcionio: solcò a cielo aperto la Città fino agli anni del fascismo. quando - ridotto a cloaca civica - finì sepolto dal Progresso.