In nome di Pio

In granato cabochon
cocchio vino e champignon
coppa alta pallio a spalla
la basetta seghettata
all’ognora mi trascino
prima di strisciare invano
ritentare
ritentare
la fortuna...

In granato cabochon
presi e persi Corsignano
lotto antico di erbe ortiche
e lillà disseppelliti
sulle rupi laiche stanche
ho allevato archetto archetto
il granato più prezioso
all’universo...

Prendo nome Pio
rendo Pienza
Papa-Re!

Altro giorno gruppo chiuso
in carri per bestie piombati
vede niente treno parte
sul binario delle streghe
passa Orte Chiusi arriva
alla stazione di Firenze
è già Bologna
è già montagna
è già Germania

Zitto e mosca zitto e mosca
se mi tengo il mondo in tasca
Turchi gialli mai scovati
Ebrei a marchi colorati
si confondono per strada
coi prelati
coi prelati
radio vaticana tace
e si proclama la carneficina

Mio piscatorio
che porti il dito
traccerai il mondo
solcherai il mondo
segnerai al cuore
della mia terra
papa lo giuro
papa promesso
dopo la testa
dopo di Andrea
re di Patrasso
sopra Maometto
mia bella Morte... ti aspetto

Viola Buzzi - voce
Nadia Pagliara - voce

Fiore Benigni - basso elettrico

Indiana "muccapazza" Raffaelli - contrabbasso

Luciano Orologi - clarinetto

Sergio Servadio - batteria

Adolfo Broegg - chitarra elettrica

Massimo Luciani - cori

Maurizio Luciani - cori

Riccardo Ragazzini - cori

 

Enea Silvio Piccolomini : Pio II  (1458-1464)
Papa-umanista.

In luogo della natia Corsignano volle sognare Pienza.

D'indole teatralissima, recuperò in Grecia la testa di Andrea Apostolo, lasciandola acclamare in Roma dalle folle.

Bramò la più grande crociata antiturca.

Ossessionato dall'Islam offrì a Maometto II lo scettro del mondo in cambio della conversione al Cristo.

Inutilmente.

Morirà di crepacuore quando, ad Ancona,, invece di galee sterminatrici, trovò calma piatta e vuoto all'orizzonte.