| Il Salto di Giovanni
Assassini cambusieri
gli occhi stelle ardenti
a lumi spenti
quadri pregni
di vacuo oro passato
Cresce e crepa crepa e vince
in piazza il trionfatore
marca stretto
l’Arca e versa
Ispano il tulipano in mano c’ha
mischia mischia e tira
dadino dadino Orso passa e fa un inchino
mischia mischia e tira
quando il morto bagna a pianto è in via di guarigion
mischia mischia e tira
dadino dadino Pietro prende e fa un inchino
mischia mischia e tira
quando il morto bagna a pianto è in via di guarigion
La canicola azzannante
rutta l’enunciato
è finita tra acqua e olio
ognuno a botte sua
Birra e aspic busso e passo
ad alchemiche polveri
che sognano futuribili
fuochi bengala a strisce blu
mischia mischia e tira
dadino dadino Pietro passa e fa un inchino
mischia mischia e tira
quando il morto piange è perché gli spiace a morir
mischia mischia e tira
dadino dadino Orso prende e fa un inchino
mischia mischia e tira
quando il morto piange è perché gli spiace a morir
Son per sempre papa
son per sempre papa
son pur sempre uomo
son pur sempre uomo
Luparo, Alcione
ci piace più Sonsa?
Spedale o Freddano
dal sapore strano?
Son più e sempre papa
son più e sempre mago
son pur sempre uomo
son pur sempre uomo
Di tanto pianto e compianto
la città è allagata tutta
l’annuncio della morte di Giovanni
è esploso in cielo e in silenzio
è arrivato l’elicottero...
inutili i suoi tentativi di volare.
sul palazzo splendido l’elicottero è precipitato
di pianto tanto in compianto
la città dei papi è prosciugata
Pietro Ispano Lusitano
nelle sue stanze amate
da sogni in fumo cavalcate
ha ceduto il passo a Orso
- toc toc
- chi è?
- Orso
- avanti un altro, io salto!
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Nadia
Pagliara - voce
Fiore Benigni - organetto
Luciano Orologi - clarinetto
Indiana Raffaelli - contrabbasso
Gabriele Miracle - tamburi a cornice, tamburello, sonagli
Maria Vittoria Bosco - triangolo, tamorra
Viola Buzzi - recitativo
Pietro Juliani detto
Pietro Ispano : Giovanni XXI (1276-1277)
Si volle papa-uomo, prodigandosi ad ascoltare la povera
gente.
Ma anche papa-mago, con un debole per l'alchimia.
Morì nel crollo delle sue stanze: si mormora sperimentasse
strane polveri, qui fantasticate con i vari nomi del fosso cittadino
(Urcionio, Lupara, Sonsa ecc.)
Quella notte qualcuno spergiurò di un diavolone armato
di martello in volo sul magnifico Palazzo ....
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