apr 2006

Doppiette e Rosari, su Tiburzi

Tiburzi-Provenzanotesto e musica di Viola Buzzi e Antonello Ricci. Recital presentato in dicembre a Roma (La Palma Club) nell’ambito dell’evento Tiburzi-Provenzano.

Ha dieci anni “Doppiette e Rosari”, il mio primo spettacolo di teatro-canzone. Era il 1996, centesimo anniversario della morte di Domenico Tiburzi. Scritto sulle vicende del brigantaggio viterbese di fine Ottocento e presentato a Viterbo e Roma, Doppiette e Rosari prendeva il titolo dagli “effetti personali” più diffusi tra quelle popolazioni, “Doppiette nere e secchi rosari so’ spazi di chi non ha latifondo, amico Curato prega ancora per noi che Tiburzi c’è e finché c’è rifà il mondo!”- scrivevo. Eravamo pieni di motivazioni e forse con la presunzione, ma in buonafede, di contribuire a qualcosa di importante, raccontando quella pagina di storia fantastica nel mito popolare ma cruda nella realtà, senza margini di sogno. Tornare a cantare le vicende brigantesche di Tiburzi, con artisti del territorio e nella contaminazione con la storia attuale della mafia, ci sembra ancora l’atto di “credere”: nell’opportunità di crescita e lavoro che viene dall’“identità”, nella concretezza della cultura quando diventa strumento di conoscenza, che aiuta il vivere presente. VB



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