2010

Tu che passi →

Tu che passi di Viola Buzzi
Beppe Quirici – produzione artistica
Beppe Quirici – chitarre e basso
Rita Marcotulli – pianoforte
Roberto Gatto – batteria

Brano vincitore del Premio Grinzane Cavour per il miglior testo in concorso Ed. 2004

Tu che passi – di Viola Buzzi

Certo tu attento ai cambiamenti
il mondo scappa
con i tuoi slanci i tuoi spaventi
cerco io il suono calmo lento
della rapsodia di luna e vento
che mi tiene compagnia
se aspetto te

Ruggine di corse senza traccia
il mondo casca
consunto non ha più bisogno
dell’altrui bisogno per sentirsi vivo
miro al piccolo e costante
espandermi
verso di te

Tu che passi soffermati
piano voltati
tu che passi soffermati
vedi vedi
Tu che passi soffermati
aspettati
un amore è sicuro

Certo tu costretto in corsa
il mondo ti comanda
salta salta salta salta salta salta su!
cerco io la via notturna
la lucerna stretta
la via che sola fuori tutti
vuole me ci sei anche te

Musica che non mi basta
non mi parla sorda
come il rumore di un agire inutile
solo rumore è il tempo che passa
in questo movimento
che non porta a niente
io voglio te

Tu che passi soffermati
piano voltati
tu che passi soffermati
vedi vedi
Tu che passi soffermati
aspettati
un amore è sicuro
privilegio
di chi vede

Amore mio non piangere…

2009

Prossimi appuntamenti nella Tuscia →

appuntamenti nella Tuscia

100 uomini al giornoVenerdì 22 maggio – Bolsena (VT), Bibilioteca comunale ore 17,00
100 uomini al giorno – racconto/concerto sul progetto multimediale
con la partecipazione di Antonello Ricci e Claudio Giuliani

Anteprima – 3 e 4 luglio 2009 Riserva Naturale Monte Rufeno, Acquapendente (VT)
Rufeno Bifolk Fest “Presente remoto”.
info: 335 6585443 – ituscimail@tin.it
vedi edizione 2008guarda il video

2009

Io non mi sento italiano →

Io non mi sento italiano – di Giorgio Gaber
Viola Buzzi – voce
Elio Rivagli – batteria e percussioni
Claudio Fossati – percussioni
Pietro Cantarelli – tastiere e programmazioni
Luigi Campoccia – tastiere
Beppe Quirici – contrabbasso
Gianni Martini – chitatta classica ed acustica
Fabio Martino – fisarmonica
Mirko Guerrini – clarinetto, flautino e sax tenore
Rudy Migliardi – trombone
Mirio Casottini – tromba
fiati arrangiati da Mirko Guerrini e Beppe Quirici

Se ci fosse un uomo – di Giorgio Gaber da ‘Io non mi sento italiano’ (2002)
Viola Buzzi e Yo Yo Mundi – coro
Rita Marcotulli – pianoforte
Elio Rivagli – batteria e percussioni
Claudio Fossati – percussioni
Beppe Quirici – basso
Fabrizio Barale – chitarra elettrica
Pietro Cantarelli – tastiere e programmazioni
Mirko Guerrini – testiere e sax soprano
Martina Marchiori – violoncello
Simona Cazzulani – violino
Michele Sguotti – viola
Andrea Cavalieri – contrabbasso

Io non mi sento Italiano

Io G. G. sono nato e vivo a Milano.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell’inno nazionale
di cui un po’ mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po’ sfasciato.
E’ anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c’è un’aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos’è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c’è un’altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido “Italia, Italia”
c’è solo alle partite.
Ma un po’ per non morire
o forse un po’ per celia
abbiam fatto l’Europa
facciamo anche l’Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

2006

Doppiette e Rosari, su Tiburzi →

Tiburzi-Provenzanotesto e musica di Viola Buzzi e Antonello Ricci. Recital presentato in dicembre a Roma (La Palma Club) nell’ambito dell’evento Tiburzi-Provenzano.

Ha dieci anni “Doppiette e Rosari”, il mio primo spettacolo di teatro-canzone. leggi tutto